Esistono linee guida psicoforensi

Si, esistono le linee guida per la piscologia forense. All’esperto non deve essere richiesto di esprimersi, nemmeno indirettamente, circa l’accadimento e la dinamica dei fatti. In tal senso, esistono strumenti scientifici finalizzati alla valutazione della qualità del racconto ma non alla veridicità del narrato rispetto al fatto storico.  Nel valutare l’ammissibilità e la fondatezza degli asserti scientifici introdotti dagli esperti, il giudice, in quanto peritus peritorum, deve esercitare criticamente il vaglio epistemologico dei medesimi. Preliminare attenzione dovrebbe essere orientata al grado di affidabilità della teoria, valutando in che misura la stessa possa fornire concrete e attendibili informazioni a sostegno dell’argomentazione probatoria inerente al caso di specie.
La premessa del dottor Guglielmo Gulotta e tutte le linee guida necessarie.

 

Cosa dicono le linee guida nazionali per l’ascolto del minore testimone

L’esperto coinvolto in un accertamento tecnico deve essere in grado di dimostrare la specifica competenza in tema, da intendersi sia come conoscenza delle fondamenta scientifiche delle diverse discipline coinvolte sia dei criteri di riferimento giuridici. Deve essere inoltre in grado di produrre notizia documentata sulla sua specifica esperienza in ambito forense, sul suo curriculum formativo nel settore e su quello scientifico, incluse le eventuali pubblicazioni sull’argomento.

Qui tutte le linee guida.

Quali sono i contributi psicoforensi in materia di affidamento

E’ stato redatto in tal senso il Protocollo di Milano che si pone come obiettivo proprio quello di offrire agli operatori ed esperti chiamati a valutare le condizioni per l’affidamento dei figli in caso di frattura della convivenza dei genitori, linee guida di carattere concettuale e metodologico, perché sia garantita la tutela psicofisica dei minori coinvolti e il loro benessere. Tali riferimenti hanno altresì lo scopo di agevolare il lavoro di valutazione e di scelta di provvedimenti idonei da parte degli avvocati e dei magistrati, sempre nell’ottica di tutelare i diritti dei minori riconosciuti dalla legge. Qui trovate il testo completo del Protocollo di Milano.

Abusi sessuali sul minore: cosa fa il consulente

Le collaborazioni come ausiliari della P.G. e dell’Autorità Giudiziaria, nonché gli incarichi di consulenza tecnica e di perizia in materia di abuso sessuale, devono essere affidate a professionisti che abbiano conseguito una specifica formazione, tanto se scelti in ambito pubblico quanto se scelti in ambito privato.
Essi sono tenuti a garantire il loro costante aggiornamento professionale interdisciplinare.
Nel raccogliere e valutare le informazioni del minore gli esperti devono:
a) utilizzare metodologie evidence-based e strumenti (test, colloqui, analisi delle dichiarazioni, ecc.) che possiedano le caratteristiche di ripetibilità e accuratezza, e che siano riconosciuti come affidabili dalla comunità scientifica di riferimento;
b) esplicitare i modelli teorici utilizzati, così da permettere la valutazione critica dei risultati.

E’ metodologicamente corretta una procedura basata su principi verificabili di acquisizione, analisi e interpretazione di dati e fondata su tecniche ripetibili e controllabili, in linea con le migliori e aggiornate evidenze scientifiche.

Ulteriori dettagli sono specificati nella Carta di Noto.

Ascolto del minore: cosa ne pensa l’Unicef

Il diritto all’ascolto dei minorenni è sancito dall’articolo 12 della Convenzionesui diritti dell’infanzia; il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia ne ha fornito l’interpretazione puntuale nei Commenti generali n. 10. dedicato alla giustizia minorile. e quello n.12 dedicato al diritto del bambino e dell’adolescente di essere ascoltato. Qui trovate il testo completo dell’Unicef.